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Crateri in Siberia. Il mistero dei buchi della fine del mondo

Nuove voragini nella penisola di Yamal dopo quelli osservati la scorsa estate. E ora c’è il timore di catastrofiche esplosioni di gas metano. Vasily Bogoyavlensky, vicedirettore dell’Istituto di ricerca su gas e petrolio, che fa parte dell’Accademia delle Scienze di Mosca,


ha sollecitato un’indagine urgente sui cosiddetti “buchi della fine del mondo”, gli enormi crateri che stanno trasformando la regione artica siberiana in una gruviera. Attorno all’enorme “buco di Yamal” – un cratere di 30 km denominato B1 – si sono formate altre voragini, cinque nella penisola di Yamal, una nel nord della regione di Krasnoyarsk e un’altra nella penisola di Taymir. Tre sono state segnalate dai pastori di renne, le altre sono visibili anche dai satelliti. Bogoyavlensky ritiene che possano esservi 20-30 cavità nella stessa area. Il pericolo maggiore è che da queste falle della superficie terrestre si liberino immani quantità di gas dai giacimenti sotterranei. Come avere una bocchetta del gas di 30 km. di diametro che avvelena l’atmosfera del pianeta. L’equivalente – in gas atmosferico – della terrificante emissione di petrolio nel Golfo del Messico dopo lo “stappo” del pozzo Macondo. L’ipotesi più accreditata è che qui siano saltati parecchi tappi naturali, denominati pingo, e normalmente compressi tra lo stato ghiacciato di permafrost sottostante e cumuli alluvionali di terra. Siccome nelle regioni artiche il permafrost si sta sciogliendo a causa del riscaldamento terrestre, la pressione dell’acqua o, più probabilmente, del gas produce un’esplosione e fa saltare il pingo, o meglio lo dissolve col calore, lasciando un cratere aperto alla fuoriuscita del metano. “C’è bisogno di studiarli – ha detto Bogoyavlensky – sebbene comporti un rischio per via delle fughe di gas che possono scatenarsi in ogni momento. Questi crateri nascono come funghi. Ne sono apparsi alcuni, poi altri, e altri suppongo si siano riempiti di acqua. Li stiamo catalogando, alcuni sono piccolissimi, nemmeno due metri di diametro. Hanno rilasciato del gas in atmosfera. Ma purtroppo non sappiamo esattamente quando si producono queste emissioni. L’aerosol che si vede salire dai laghi di Yamal è certamente gas. Ma non sappiamo se prima c’era un cratere che è diventato un lago, o se il lago si è formato per qualche altro fenomeno. Dobbiamo studiare per evitare un disastro. Una concentrazione del 9,5% di metano è altamente esplosiva. Non possiamo escludere che inneschino esplosioni nei pozzi o nei gasdotti. Gli abitanti di Antipayuta hanno osservato dei lampi quando si è formato B4 nella penisola di Taymir. Dobbiamo stabilire quali condizioni e quali aree sono più pericolose”. La maggiore preoccupazione è rappresentata dal secondo cratere, B2, che dista solo 10 km. da Bovanenkovo dovo Gazprom sfrutta il maggiore giacimento di gas del circondario autonomo di Yamalo-Nenets.

http://www.gqitalia.it/news/2015/02/24/crateri-in-siberia-il-mistero-dei-buchi-della-fine-del-mondo/

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