Il Ministero della Salute lancia l’allarme per prodotti pericolosi e cancerogeni che potreste avere in casa. Ecco quali...

Il Ministero della Salute Italiana ha istituito un sito che permette di controllare e quindi avvisare i cittadini sulla pericolosità di prodotti in vendita in Italia potenzialmente dannosi per la salute o addirittura cancerogeni. Potete tenervi aggiornarvi a questo link

Tra gli ultimi prodotti inseriti:

Prodotto: termos
Marca: Nuova idea Casa h.X.srl
Rischio: cancerogeno in caso di rottura presenza di fibre di amianto nell’intercapedine

Prodotto: Kit cosmetico giocattolo
Marca: Easy Toys
Rischio: microbiologico

Prodotto: AQUA COLOR
Marca: TOY’S FIELD
Rischio: Soffocamento il giocattolo si espande con l’acqua

Prodotto: Scarpa da uomo , mocassino
Marca: Pazolini
Rischio: chimico allergogeno, da dimetilfumarato

Il sito da l’allerta soprattutto per i prodotti provenienti dall’estero ed in particolare:

Articoli di abbigliamento

Gli articoli di abbigliamento (vestiti e scarpe) sono prodotti a libero consumo ben rappresentati tra le notifiche Rapex. Il rischio, principalmente correlato all’abbigliamento per bambini, sta nella presenza di lacci liberi, possibile causa di strangolamento e ferite. Questi articoli non sono conformi alla norma tecnica armonizzata EN 14682.
Altre notifiche sono associate alla presenza di coloranti azoici (in grado di rilasciare ammine aromatiche cancerogene) vietati dal punto 43 dell’allegato XVII del Regolamento Reach, alla presenza di Cromo VI, cancerogeno e fortemente allergizzante, alla presenza di ftalati, utilizzati per ammorbidire impermeabili, scarpe per bambini o per applicazioni poste a volte su bavaglini o tutine, al nichel (vietato quando la sua cessione supera il limite consentito dal punto 27 dello stesso allegato XVII). Va segnalato, infine, quanto accaduto nell’anno 2009.
Il sistema Rapex registrò un gran numero di articoli con dimetilfumarato (DMF), biocida mai autorizzato in Europa, responsabile di dermatiti anche gravi, riscontrato nelle bustine con funzione essiccante-antiumidità, che accompagnavano articoli a libero consumo (soprattutto calzature, abbigliamento, borse). Questa sostanza evaporando dalle bustine, viene contestualmente assorbita dagli articoli, determinando, nei soggetti suscettibili, lesioni da contatto ulcerative.
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La vigilanza attuata dal Ministero della salute sui prodotti di importazione, testimoniata dalle numerose analisi effettuate dall’Istituto superiore di sanità e dai molti sequestri, ha evitato un gran numero di dermatiti da contatto.

Pigmenti per tatuaggi

I pigmenti per tatuaggi, utilizzati per usi estetici, non sono coperti dalla normativa dei cosmetici. Infatti, ai sensi della Direttiva 76/768/CEE, i cosmetici sono sostanze o preparazioni destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano, mentre i pigmenti sono iniettati sotto l’epidermide.
Paradossalmente pur essendo dotati di maggior rischio rispetto ai tessili e ai capi di abbigliamento, a causa della loro costante e permanente localizzazione intradermica, non si trovano nell’Allegato XVII del Reach, nel punto relativo ai coloranti azoici. E’ quindi indispensabile per la protezione dei consumatori, in assenza di specifico altro riferimento normativo, applicare la Direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti, operativa grazie al D. Lgs n 206/2005 detto Codice del Consumo.
Da ciò ne discende, come indicato nella Circolare 13 maggio 2009 dal Ministero della salute alle regioni, l’applicazione della Risoluzione Europea del 20 febbraio 2008, che detta requisiti e criteri da applicare in merito alla sicurezza dei tatuaggi. In Europa sono state notificate nel sistema Rapex 16 tipologie di pigmenti; anche l’Italia ha notificato e sequestrato pigmenti non conformi, provenienti per lo più dagli USA per presenza di coloranti azoici.

Casalinghi

Tra i casalinghi, in genere notificati nel sistema Rapex, soprattutto per rischio incendio e rischio elettrico, ricordiamo i casi particolari che riguardano la presenza di amianto.
Si tratta di articoli provenienti dalla Cina, ove l’amianto non è vietato e quindi regolarmente prodotto e utilizzato nei beni di consumo per la sua proprietà di fornire resistenza al calore e al fuoco. In Italia tra il 2006 e il 2007 sono state numerose le notifiche relative ai termos di produzione cinese, che nell’intercapedine, tra i due vetri, presentavano un dischetto biancastro, solitamente visibile ad occhio nudo, costituito da cartone pressato e amianto (per lo più crisotilo, ma anche crocidolite).
Queste pasticche, circolari o cilindriche, fino a tre per contenitore, erano poste nell’intercapedine del doppio involucro in vetro, come distanziatori per conferire maggiore resistenza all’articolo.
In Italia, in quegli anni, sono stati sequestrati quasi 60.000 articoli. Tutti gli importatori sono stati segnalati alla pertinente autorità giudiziaria, per violazione della Legge 257/92 e del DPR 10 settembre 1982 n. 904. I sequestri hanno coinvolto quasi tutte le regioni; il rischio sanitario, connesso alla liberazione di fibre di amianto, era legato alla possibile rottura del contenitore in vetro e alla manipolazione della pasticca. Gli articoli erano accompagnati da certificati di conformità (cinesi) a testimonianza della scarsa conoscenza della normativa italiana ed europea.
Successivamente la presenza di amianto è stata rilevata dal Ministero della salute italiano nelle fiaccole da giardino in bambù provenienti dalla Cina. Presentavano, infatti, una rondella di cm 3 di diametro, costituita da cartone di crisotilo e, quindi, estremamente friabile (tenore in amianto 75%), utilizzata per ridurre la temperatura e posta tra lo stoppino della fiaccola e il tappo del flacone per l’olio combustibile. In questo caso il rischio era sicuramente superiore rispetto a quello costituito dalla pastiglia in amianto presente nei termos, perché la rondella era facilmente asportabile e non vincolata.
Si è quindi proceduto al ritiro dal mercato, al richiamo presso i consumatori (la distribuzione aveva investito numerosi supermercati e grandi magazzini) al sequestro e alle denunce degli importatori alla autorità giudiziaria. Attualmente il divieto di fabbricazione, immissione e uso delle fibre di amianto è vietato dal punto 6 dell’allegato XVII del Regolamento Reach.

Gadget

L’azione di vigilanza con le relative notifiche e sequestri si esplica anche su numerosi gadget, portachiavi muniti di puntatori laser, scambiati spesso come giochi, appartenenti alla classe III ai sensi CEI EN 60825, quindi lesivi per la vista e vietati dall’Ordinanza del Ministero della salute 16 luglio 1998, accendini fantasia vietati dal D.M 10 agosto 2007, penne dotate di capsule esplosive in grado di ustionare e di determinare lesioni agli occhi.
Altri gadget sono in apparenza simili a prodotti, ma in realtà del tutto differenti (accendigas, telecomandi, telefoni cellulari, penne a sfera, gomme da masticare etc.) in grado di fornire scariche elettriche fastidiose o dolorose in persone, ignare della loro reale natura; questi articoli sono ritenuti pericolosi e come tali non dovrebbero essere posti sul mercato (Circolare Ministero salute 11 maggio 2010, n. 44711).

1 commento:

Piero Falsarella ha detto...

le aziende inportatrici hanno l obbligo di controllare che tale merce sia a norma! dove stanno le ripercussioni legali quali sono i nomi di tali aziende.. nulla ci e' pervenuto ,qindi posso ''tranqillamente'' pensare che tutte le aziende siano complici poiche' non ci sono garanzie per i consumatori e zero informazione.. un piccolo consiglio, smettetela ci comprare cazzate e cerchiamo di vivere con poco.

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