ALLARME NUCLEARE FRANCIA: CHIUSI 12 REATTORI, 'SITUAZIONE PREOCCUPANTE'

“La situazione è diventata molto preoccupante”. Non usa mezzi termini, il presidente dell’Authority sulla sicurezza nucleare (ASN),
Pierre-Franck Chevet quando parla della situazione dei reattori francesi. "Lo scenario è peggiorato rispetto all’aprile 2015 perché con la scoperta di un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca dell’EPR (reattore pressurizzato europeo), siamo passati da una brutta sorpresa all’altra”, dice Chevet al supplemento economico di Le Figaro. Come annunciato a inizio mese, sono una ventina i generatori di vapore "potenzialmente a rischio", su 58 totali operativi in Francia. Di questi, 12 sono stati già spenti. Lo confermano le parole del presidente: “Attualmente 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati, per controllare che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore”. LEGGI anche: NUCLEARE IN CRISI IN FRANCIA: STOP A 20 REATTORI PER MOTIVI DI SICUREZZA Ma c’è di più. “Abbiamo rilevato l’esistenza di pratiche inaccettabili dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot. 400 dossier segnalati perché volontariamente nascosti al cliente e all’ASN, e riguardanti anomalie. E poi dagli ispettori sono stati portati alla luce documenti di fabbricazione che appaiono falsificati”. LEGGI anche: CENTRALI NUCLEARI: LE PROTESTE DI GREENPEACE PER FERMARE I REATTORI NUCLEARI IN DECADENZA Nella primavera 2015 era stato scoperto un difetto nel serbatoio del futuro reattore EPR di Flamanville, nellaa Manica, in Bassa Normandia, per questo l'Asn aveva avviato una campagna senza precedenti di controlli a tappeto di tutte le centrali sul territorio francese, campagna che è tutt'ora in corso. Un'anomalia generica che ha fatto scattare una procedura precauzionale su larga scala. Perché con il nucleare c'è poco da scherzare. Intanto la Francia si chiede come affronterà l'inverno, ora che la piena potenza non potrà essere raggiunta prima di Gennaio 2017. E si tratta della migliore delle ipotesi. La scorsa settimana EDF ha fornito un fascicolo completo per ciascuno dei reattori potenzialmente compromessi. Ora ci vorrà almeno un mese per monitorare i test e dare, o no, la luce verde per riavviare gli impianti. Dominella Trunfio

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