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NAPOLI - GUERRA DEI FUOCHI: PM10 5 VOLTE SUPERIORI LIMITE GIORNALIERO

Ancora roghi e fumo tossico ieri e stanotte. Le centraline Arpac misurano la situazione allarmante: in via Argine misura 225 microgrammi/metrocubo di PM10 e quella di Nola 177
: il limite giornaliero massimo è 50. E 13 sindaci vesuviani chiedono lo stato di emergenza.

Guerra dei fuochi: nella provincia di Napoli aleggia una nube tossica. L’Arpac ha inviato un’informativa a tutti i comuni interessati, alla Regione e alla Prefettura con i dati allarmanti di due centraline. Quella in via Argine misura 225 microgrammi/metrocubo di PM10 e quella di Nola 177: il limite giornaliero massimo è 50.

Richiesta dello stato di emergenza nazionale per gli incendi, consegna delle fasce tricolori al prefetto di Napoli in occasione dell'incontro in programma giovedì prossimo e affitto di un elicottero se non ne arriveranno altri. Sono le decisioni prese queste sera nella riunione dei tredici sindaci della comunità del Parco Nazionale del Vesuvio svoltasi nella sala consiliare del Comune di Ottaviano. E' stato fatto il punto sugli incendi che stanno devastando l'area del Vesuvio e alla fine i tredici sindaci, all'unanimità, hanno firmato un verbale.

Già questa mattina il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, aveva ribadito a tutti i sindaci ''la necessità di condividere unitariamente la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza derivante da calamità naturali e gravi eventi''.

Intanto è stata un’altra notte di fuoco e veleni. Il Monte Somma è bruciato su tutto il versante che circoscrive alcuni comuni tra cui Somma Vesuviana, Sant’Anastasia e Ottaviano. Nella provincia nord una enorme colonna di fumo nero ha attraversato diversi territori. Sui social sono arrivate testimonianze sull’aria ammorbata e irrespirabile con i residenti tappati in casa. E nella città di Napoli all’alba i raggi del sole erano attenuati dalla cappa di fumo con odore acre di bruciato e diossina. Bruciano gli Astroni e l’area flegrea mentre arriva l’allarme per i danni alle attrezzature per la prevenzione sui rischi vulcanici. Sul versante sud è interrotta la linea ferroviaria a Torre Annunziata.

Ieri a Marcianise, in provincia di Caserta, è bruciata la ex Saffa ora gestita da Invitalia. A denunciarlo e a pubblicare le foto del rogo è stato lo stesso sindaco Antonello Velardi. E ancora roghi si sono registrati a Casoria, Casalnuovo, Acerra, nel Cilento, Conca di Agnano, Ponticelli.

Tra i cittadini cresce la rabbia di fronte allo stallo istituzionale e alla poca visibilità della situazione sui media nazionali. Oggi è prevista un’assemblea regionale dei comitati a Napoli alle 18 mentre in molti comuni si sono svolte assemblee e si preparano presidi davanti a luoghi sensibili come il bosco di Portici. C’è forte preoccupazione anche per quello di Capodimonte dove il presidente della municipalità Ivo Poggiani ha inviato una richiesta per rafforzare i controlli.

Ieri il presidente della Repubblica ha tuonato contro “i criminali” che incendiano il Paese. Il ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti sull'emergenza incendi. "Il Governo - ha detto a Napoli - sta elaborando alcune norme con carattere d'urgenza che avviano un percorso". Al momento la Campania, però, vede solo l’invio di una trentina di militari. E già sono partite le analisi sulle conseguenze per la salute da parte di medici di base e biologi: allarme per dermatiti, allergie e patologie respiratorie. Come per il sisma del 23 novembre 1980 c’è da dire una sola cosa: fate presto.

Giuseppe Manzo

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